Pilotare è come ballare il Tango

Pilotare e ballare rimano insieme. A mio avviso ci sono delle similitudini che ho il piacere di descrivere per voi. Procediamo con ordine, cosa sempre gradita e necessaria per farsi comprendere. In milonga conosci un sacco di gente, persone che nella vita non sono solo tangueros/as. Il protagonista di questa storia è un tanguero, conosciuto per caso e, con il quale ho divinamente ballato, di nome Mattia. Capita in questi casi di chiedere qualcosa in più del solito nome di battesimo, della residenza e da quanto tempo balli! Scopri magari i loro mestieri e i loro hobby e, rimani sempre sorpreso nel considerarli da un altro punto di vista che al momento della prima tanda, nemmeno immaginavi. Talvolta, come in questo caso, nasce una amicizia e una tale fiducia, da voler portare l’altro/a nel tuo mondo o nel tuo giardino segreto, come asserisce Mattia, considerando il volare come stare sospesi sopra la realtà quotidiana. Così si organizza un’uscita per provare l’esperienza di volare. A seguito di tale vissuto, vi garantisco che volare è come ballare!
Ecco i punti in comune:

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1. Se vuoi pilotare o ballare devi saperlo fare dopo aver fatto ovviamente una scuola. Non è affatto semplice e, un manuale so come si fa, non è sufficiente per mettere in pratica ciò che ti dicono i maestri.

2. Devi intanto familiarizzare con la cabina di pilotaggio che poi sarebbe la nostra milonga. Leve, levettine, volante, ecc. ma il bello di tutto questo è che si guida senza forza allo stesso modo di come si marca la donna durante una tanda. Il pilota come il tanguero deve sentire la partner di turno o l’aereo che sta per guidare.

3. Il pilota deve conoscere la strumentazione di volo così come il tanguero deve avere e mantenere una postura corretta, saper fare una camminata, un giro, una sacada, ecc.

4. Individuare i controlli di atterraggio per chi comanda un aereo significa saper approcciare la pista con il suo aeroplano, così come il tanguero deve rendersi conto delle diversità delle ballerine che invita.

5. I piedi del “comandante” servono per virare e il timone serve per far sì che un’ala si sposti in modo da far girare l’aereo così come i piedi del tanguero servono per far muovere la ballerina tra le sue braccia.

6. Si comincia a ballare quando si decolla. Per ballare o volare devi usare i flap (parti mobili dell’ala per aumentare la portanza al decollo) e cioè entrare in pista. L’uomo deve assicurarsi di avere la pista libera. Più all’estero che in Italia si aspetta che l’uomo della coppia che sta arrivando faccia un cenno di assenso dell’averti visto per consentire alla nuova coppia di prendere posto nella ronda. Prima di partire occorre allinearsi con la ballerina che comincerà a muoversi al tuo procedere ma per entrare nel vivo della tanda occorre raggiungere un certo feeling. Ci si accorge di questo quando l’aereo o l’emozione emerge.

7. Una volta in volo o nel pieno della tanda occorre saperla gestire lasciandosi andare alle sensazioni provate. Se la ballerina è turbolenta nel ballare evita di correggerla troppo e non perdere la concentrazione, specie se la milonga è affollata poiché ci sono sempre altre coppie/aerei che possono ostacolare il tuo procedere.

8. Regola il modo di ballare adattandoti alla ballerina, alla situazione del momento, sempre senza necessariamente l’uso della forza. A questo punto puoi sbizzarrirti in qualche manovra: virare, stallare, virata sfogata, ecc. e qui ovviamente metti in mostra la tua esperienza e la tua capacità di ballare/volare.

9. Prima o poi tutto ha una fine e perciò anche la tanda, per cui è necessario atterrare. Il brano finisce oltre all’ultima nota e si gusta il finale aspettando che i battiti del cuore rallentino spontaneamente. Staccare due corpi intimamente congiunti nell’abbraccio di tango, specie se insieme sono stati un unico corpo, è la parte più difficile. Arduo guardare cosa ti succede dintorno quindi è indispensabile, atterrare lentamente, per riportare tutto alla realtà della cortina.

Consigli e avvertenze

· Chiedi a che ne sa di più. Fatti spiegare cosa vuol dire veramente ballare il tango argentino e non limitarti a imparare passi e figure.

· Ti potrai trovare in situazioni di emergenza in cui non sai come fare ad andare oltre, a seguire la ronda, ecc. perciò balla solo se sai farlo, altrimenti evita di intralciare il cielo milonguero poiché togli il gusto di volare/ ballare a chi lo sa già fare. Ciò non vuol dire che non potrai mai accedere a questo mondo pieno di magia, piuttosto essere spronati a imparare veramente per non mettere in pericolo gli altri, poiché alle volte, nelle milongas, i feriti di guerra ci sono, eccome!!!

Ancora due parole per concludere. Chi pilota/guida nel ballo ha grandi poteri e grandi responsabilità ma che succede nell’anima di chi si fa guidare/marcare? Un aereo si può guidare da soli ma una tanda va ballata insieme a un partner. Cambia indubbiamente il modo di guidare un aereo se hai qualcuno accanto e chi è accanto non sempre si lascia andare completamente poiché ci si abbandona solo se senti che l’altro è sicuro di sé. Così accade nel tango. Quando hai la percezione del poterti fidare, allora ballerai una bella tanda o farai una bellissima esperienza di volo, altrimenti proverai sempre quell’ansia, mista a paura, considerando che da un momento all’altro qualcosa possa andare storto (magari ti pesta i piedi perché non ha spinto bene sul pavimento, ti dà un calcio invece di sacarti, tenta di ganciarti ma tu non trovi la gamba posizionata correttamente) e non riuscire pertanto a ballare bene, godendo delle famigerate endorfine naturalmente prodotte, quando ti senti accolta, coccolata, al sicuro!

Pilotare è come ballare il tango argentino…

Grazie Mattia…!!!

1 Comment

  1. Rosario ha detto:

    E bravi…uso spesso queste metafore con il tango, io volo con ultraleggero.
    Rosario

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